“La bolla dei tulipani” del 1600

Tulipani, un genere di pianta che è stata protagonista della prima bolla finanziaria della storia.

fonte immagine: Econopoly-Il sole 24 ore

Alzi la mano chi ha visto il film, “Wall Strett: il denaro non dorme mai” con Michael Douglas nei panni di Gordon Gekko.

Se avete visto questo bellissimo film ricorderete sicuramente la scena in cui Gordon Gekko, nel suo appartamento, parla con il giovane Jacob Moore riguardo le bolle.

Gekko mentre paragonava la fragilità delle persone a quella delle bolle, ricordò la vicenda della prima bolla finanziaria della storia, la “febbre dei tulipani” del 1600.

Come racconta Gekko, in Olanda tra il 1636 e il 1637 il prezzo dei tulipani raggiunse livelli altissimi, si poteva comprare, come si dice nel film, una bellissima casa sul canale di Amsterdam in cambio di un semplice bulbo di tulipano.

Poi il mercato crollò e la gente perse tutto, i tulipani valevano pochissimo e gli investitori ci rimisero intere fortune.

Questa storia è una delle assurdità più grandi della storia umana.

Michael Maloney nel suo libro Guida per investire nel l’oro e nell’argento” (abbiamo già scritto un articolo a riguardo), spiega l’irrazionalità della bolla dei tulipani con una semplice domanda rivolta al lettore: “Pagheresti 1,8 milioni di dollari per un bulbo di tulipano?”. 💰💰💰

Scherzosamente l’autore dice che se la vostra risposta fosse affermativa, dovreste appoggiare il libro e chiedere un aiuto. Se invece la vostra risposta fosse negativa vi invita a leggerlo per scoprire che effettivamente qualcuno ha risposto di sì a questa domanda.

I bulbi di tulipani sono stati importati dalla Turchia in Olanda a fine 1500, diventando in breve tempo una merce per persone ricche. Tuttavia, in poco tempo i tulipani iniziarono a circolare in modo molto più ampio, le persone iniziarono a cercarli in modo insistente e iniziarono a coltivarli in luoghi segreti. Vennero dipinti addirittura su tele che andarono a ruba, rendendo ricchi molti pittori dell’epoca. Nacquero delle vere proprie sale aste, dove tulipani erano esposti in lunghe file. Le negoziazioni si basavano sul peso di ogni bulbo ma successivamente si iniziò ad emettere contratti per il raccolto dell’anno successivo. In un solo giorno, uno stesso tulipano poteva cambiare proprietario decine di volte. 😲

Questa frenesia prese piede in modo impressionante. Maloney nel suo libro spiega come alcuni bulbi furono scambiati addirittura per un valore completamente irrazionale:

  • Un bulbo, della varietà Viceroy, venne scambiato per 2 forme (una forma è 4.000 libbre) di grano, 4 forme di segale, 4 buoi grassi, 8 suini grassi, 12 pecore grasse, 2 hogsheads (botte di legno da 140 galloni) di vino, 4 tonnellate di birra, 2 tonnellate di burro, 1.000 libbre di formaggio, 1 letto, 1 vestito e 1 calice d’argento.
  • Un altro bulbo della varietà Semper Augustus, ottenne un prezzo di 6.000 fiorini. Maloney spiega come il salario medio annuo in Olanda fosse di 150 fiorini.

Ad inizio 1637 la situazione si capovolse. La gente iniziò a vendere e i prezzi in poche settimane crollarono. Un bulbo di tulipano finì per costare solo un fiorino. 📉📈

Uno dei motivi per il quale il mercato crollò fu che ad inizio 1637 si diffuse una pestilenza e molti compratori non andarono più alle aste. La crisi che si generò ebbe ripercussioni per molti decenni a venire.

Il misto di incertezza, irrazionalità ed euforia nella prima bolla documentata della storia sembra ormai un ricordo lontano. In realtà nei secoli successivi abbiamo visto diverse volte questi fenomeni, e sembra che gli esseri umani non abbiano ancora imparato a riconoscerli ed evitarli.

📚 Se volete approfondire questa bolla, vi consiglio qualche libro che ho letto per scrivere questo articolo:

Allora, cosa ne dite? Conoscevate già questa storia? Pronti ad avventurarvi nelle vicende storiche della bolla dei tulipani? Scrivete nei commenti cosa ne pensate e se avete letto questi libri.

Buoni investimenti e alla prossima da Mattia Tasca 👋👋👋

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2 commenti su ““La bolla dei tulipani” del 1600”

  1. Caro Mattia,
    Interessante questo tuo articolo.
    Approfondirò di certo l’argomento. Grazie alla tua infarinatura generale, mi hai incuriosito.
    Un caro saluto dalla tua “vecchia” compagna di studi Brena Milena

    1. Ciao Milena, grazie mille!!! Mi fa piacere aver stimolato la tua curiosità con questo articolo. Segui la rubrica che troverai altri articoli molto interessanti. Un saluto e un abbraccio. A presto!!!

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