Il grano e le sue componenti

Grano, una delle materie prime più conosciute al mondo.

Fonte: La Stampa

Quante volte siamo passati vicino a dei campi e abbiamo visto delle enormi distese di spighe di grano.

Un numero infinito!!!

Abbiamo sempre visto il grano come fonte di nutrimento, ma scommetto che nessuno di voi ha mai visto questa materia prima anche come possibile fonte di guadagno.

Il grano infatti è oggetto di trading da parte di molti operatori (anche da parte del nostro Gabriele Romeo e del suo team) per guadagnare quando il prezzo si muove.

Gabriele, da vero creativo finanziario, fa trading su questa materia prima, sfruttandone le movimentazioni in base alla stagionalità che si sviluppa durante l’anno.

Anche voi potete sfruttare questa materia per guadagnarci!!!

Ma ovviamente, per iniziare, la cosa migliore è comprendere i lati della domanda e dell’offerta, così avrete un’idea più chiara di come funzionano questi modelli.

Questa materia prima si distingue in due tipologie:

  • Duro, presenta una cariosside dura e l’internodo sotto la spiga è pieno.
  • Tenero, presenta una cariosside farinosa e l’internodo sotto la spiga è vuota.

Il grano presenta tre fasi di crescita: semina, maturazione e raccolto.

In base al momento in cui ci troviamo in queste tre fasi, il grano sarà in quantità disponibile maggiore o minore e di conseguenza il prezzo ne risentirà. Per questo in alcuni periodi dell’anno il prezzo ha un trend crescente o decrescente.

Solitamente, nella prima parte dell’anno, ha una stagionalità di tipo rialzista, per l’incertezza del reso delle semine; mentre nella seconda parte dell’anno ha una stagionalità di tipo ribassista, dato che la raccolta è ormai consolidata e si è a conoscenza dell’offerta finale.

L’offerta deriva principalmente dai seguenti Paesi: Unione Europea, Cina, Russia, USA, CANADA, Australia. In UE, il principale produttore è la Francia per il grano tenero, mentre per quello duro è l’Italia.

Al 2019, l’offerta si è attestata intorno alle 34,3 milioni di tonnellate.

La domanda invece, viene rapportata al volume delle scorte. Questo indicatore è fondamentale per monitorare l’equilibrio della domanda e dell’offerta.

Nel corso degli anni, il grano ha avuto momenti di crisi molto forti, dove la domanda è stata particolarmente elevata rispetto all’offerta. In particolare:

  • Nel 2010 in Russia, si verificarono degli incendi che portarono ad un crollo della produzione e dato che l’offerta russa è una componente importante di quella mondiale, il prezzo schizzò a livelli elevati. In questa situazione, i prezzi si arrivarono fino ad un livello di 900 punti.
  • Nel 2007-2008, si svilupparono degli inverni particolarmente rigidi che portarono ad un crollo della produzione di grano in Australia e Canada, e allo stesso tempo in USA si svilupparono delle infezioni di insetto che compromisero parte del raccolto. Anche in questo caso i prezzi schizzarono a livelli incredibili, toccando un livello impressionante di 1300 punti.

Se studierete e comprenderete bene le componenti di questa materia e capirete le sue stagionalità, potrete fare trading anche voi su di essa, come Gabriele e il suo team. In questo modo guadagnerete quando il prezzo sale o scende in base alla fase di semina, crescita e raccolto in cui vi trovate.

Come vi abbiamo sempre detto non esistono opportunità di profitto veloci e senza rischio. La differenza fra un buon investitore e un cattivo investitore è proprio nella GESTIONE DEL RISCHIO. Dovrete studiare bene le stagionalità, quali contratti comprare e vendere e capire come ottimizzare i momenti di entrata e di uscita per aumentare i profitti.

Ovviamente, potrete anche voi investire come Gabriele, vi consiglio di leggere il suo libro, “TIENITI STRETTO IL POSTO FISSO”.

Se volete approfondire ulteriormente l’argomento consultate anche questi libri su cui mi sono basato per l’articolo (ne abbiamo già fatto una recensione in questo blog):

Beh, cosa ne dite? Pronti ad avventurarvi nei meandri della domanda e dell’offerta del grano? Pronti a cogliere le opportunità di trend che si svilupperanno? Scrivete nei commenti cosa ne pensate.

Buone letture e alla prossima da Mattia Tasca 👋👋👋

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

1 commento su “Il grano e le sue componenti”

  1. Pingback: Il mais e le sue stagionalità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *