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📈 Benjamin Graham, il maestro n°1 di Warren Buffett 📉

Benjamin Graham, il maestro n°1 di Warren Buffett.

Fonte: Wikipedia

Ciao a tutti i creativi finanziari e bentornati sul nostro blog. 👋👋👋

Per accompagnarvi verso il weekend vi proponiamo una breve biografia di un professore della Columbia Business School che fu maestro di Warren Buffett: Benjamin Graham.

Benjamin Graham nasce nel 1894 a Londra da genitori ebrei. Al compimento di un anno la famiglia decide di trasferirsi negli Stati Uniti dove visse relativamente bene, anche grazie all’attività di commercio di piatti e porcellane che il padre aveva avviato. 🗽

La famiglia Graham, che inizialmente si chiamava Grossbaum (cambiarono il cognome durante la prima guerra mondiale), ebbe un duro colpo nel 1903 quando il padre di Benjamin morì improvvisamente e la famiglia iniziò un periodo di estrema povertà.

Per risolvere i problemi economici la madre decise di trasformare la casa in una pensione privata e successivamente investì i risparmi che aveva nel mercato azionario, comprando a margine diverse azioni.

📈 L’arrivo del crollo del 1907 spazzò nel giro di pochissimo tempo tutto quello che avevano. 📉

Benjamin Graham ricorderà per tutta la vita quel periodo sottolineando la tristezza e le difficoltà che dovette affrontare.

💪 Nonostante i problemi, il giovane Benjamin riuscì ad ottenere una borsa di studio alla Columbia University, dove nel 1914 ottenne una laurea in scienze. Nel periodo universitario studiò anche matematica, filosofia, greco e latino; per tutta la vita stupì le persone vicino a lui per le sue continue citazioni storiche e racconti di eventi storici.

Appena laureato gli venne offerta una cattedra nella stessa università dove si era laureato ma decise di intraprendere un altro percorso, quello di trader obbligazionario a Wall Street. 💰

Graham ottenne risultati eccezionali producendo rendimenti superiori a quelli di molti altri gestori. L’unico periodo di perdita fu tra il 1929 e il 1932 con la Grande Depressione, dove perse circa il 70% del capitale; tuttavia si rimboccò le maniche e sfruttò il momento per comprare azioni a prezzi stracciati.

📈 Nel 1934 pubblicò un libro che divenne un testo di riferimento per la finanza, “Security Analysis” e nel 1949 pubblicò “The Intelligent Investor”. Questi libri sono considerati la pietra miliare per le tecniche d’investimento in Borsa e sono considerati da diversi personaggi della finanza (in primis Warren Buffett) indispensabili per imparare ad investire. Tra i pensieri illustrati che hanno dato un forte contributo troviamo quelli di “Margine di sicurezza”, “Investimento VS Speculazione” e il concetto di “Mr. Market” (potete trovare qui un articolo a riguardo). 📉

Da questi testi si sviluppò la strategia del value investing. Una tecnica, prettamente quantitativa, rivolta alla ricerca e all’acquisto di azioni sottovalutate (quotate ad un prezzo inferiore al valore contabile) e alla considerazione dei titoli azionari non come dei semplici pezzi di carta ma come parte di una vera e propria azienda. 😉

Un tratto distintivo delle tecniche di Graham è sicuramente l’indipendenza mentale che porta a tralasciare le varie informazioni che arrivano quotidianamente.

Dal 1936 al 1956 il rendimento annuale di Graham fu del 14,4%, rispetto a quello del mercato che fu del 12,7%. 💰 💰 🤑

In questo periodo di investimenti (dove aprì anche una sua società di investimenti), Graham dal 1928 decise di accettare la cattedra della Columbia che tenne fino al 1955.

Durante questo periodo, ebbe uno studente di Omaha molto intraprendente, un certo Warren Buffett. Lo conoscete? 🤔

Warren divenne lo studente n° 1 del suo corso, tanto che alla fine del semestre ricevette un giudizio di A+, l’unico dato da Graham in tanti anni di insegnamento.

Buffett chiese, dopo la laurea, di andare a lavorare per lui, ma Benjamin rifiutò. Allora si propose di lavorare gratis ma Graham rifiutò comunque per un semplice motivo, essendo di origini ebree, decise che all’interno della sua società avrebbe assunto solo ebrei che erano stati discriminati.

Qualche anno dopo, tuttavia tolse questa regola e assunse il giovane Buffett.

😉 Alla fine nel 1956, Graham chiuse la società per ritirarsi in pensione e il giovane Warren tornò a Omaha dove aprì una partnership e divenne una leggenda del mondo degli investimenti (se volete leggere la sua storia abbiamo qui un articolo).

Benjamin Graham morì in Francia nel 1976, all’età di 82 anni, passando gli ultimi anni a studiare e riflettere sulle sue tecniche di investimento. Nella sua vita si sposò tre volte.

Nel corso del tempo la tecnica del value investing si è sviluppata in varie forme, anche a causa dei diversi cambiamenti strutturali del mercato (oggi è molto difficile comprare azioni ad un prezzo inferiore al valore contabile) ma i principi base sono rimasti uguali.

Lo stesso Warren Buffett racconta che quando il mercato è in subbuglio torna a leggere gli scritti di Graham (in particolare il capitolo 8 di The Intelligent Investor), nonostante le formule e i calcoli siano ormai obsoleti.

Le idee di Graham hanno influenzato molti investitori nel corso del tempo, se volete potete trovare alcuni di questi nel discorso di Buffett del 1984 “the superinvestors of graham-and-doddsville”. 🤔

📚 Se volete approfondire ulteriormente la figura di questo investitore e le sue tecniche vi consiglio i seguenti libri: 📚

  1. The Intelligent Investor” di Benjamin Graham; che è stato tradotto in italiano nel 2020 con il titolo “L’investitore intelligente”.
  2. Security Analysis” di B.G.
  3. The Rediscovered Benjamin Graham: Selected Writings of the Wall Street Legend” di B. G.
  4. Value investing: from Graham to Buffett and beyond” di Bruce C. Greenwald, Judd Kahn, Erin Bellissimo, Mark A. Cooper e Tano Santos.
  5. Warren Buffett” di Robert Hagstsrom (2021) Un libro che anche se si concentra sulla figura di Warren Buffett, sviluppa un’analisi sull’evoluzione del value investing nel corso del tempo.

Ovviamente ci sono molti altri testi che trattano la vita di Graham e le sue tecniche, tuttavia a mio giudizio questi sono i più interessanti da cui iniziare.

Beh, cosa ne dite? Pronti ad avventurarvi nei meandri dei bilanci per trovare le società sottovalutate dal mercato? Curiosi di leggere l’evoluzione del value investing nel corso del tempo? Scrivete nei commenti cosa ne pensate.

Buoni investimenti e alla prossima da Mattia Tasca 👋👋👋

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