Benjamin Graham, Warren Buffett e il cacao

Nel 1926, Benjamin Graham fondò la Graham-Newman Partnership, una società d’investimenti che operò fino al 1956 (uno dei dipendenti si chiamava Warren Buffett). In questi 28 anni, la società effettuò numerose operazioni stile “value investing” e di arbitraggio.

Benjamin Graham è considerato oggi il padre del value investing.

Analista, professore, scrittore (autore di Security Analysis e L’investitore Intelligente) e investitore fu maestro di Warren Buffett alla Columbia Business School.

Nel 1926 fondò la Graham-Newman Partnership, una società d’investimenti che operò fino al 1956. In questi 28 anni, la società effettuò numerose operazioni stile “value investing” e di arbitraggio.

Ed è proprio dell’ultima tipologia di operazioni che vi vorrei parlare.

Un’operazione di arbitraggio non è altro che un acquisto di un bene su un determinato mercato e la rivendita dello stesso bene su un mercato differente, con un prezzo maggiorato. Sono operazioni molto difficili da trovare ma che possono portare a rendimenti estremamente interessanti.

Graham si imbatté in alcuni arbitraggi. In particolare vorrei parlarvi di un arbitraggio avvenuto nel 1954 sulla società di nome Rockwood & Co, un produttore di cioccolato, il cui prodotto principale era il Rockwood chocolate bits.

Questo produttore ad un certo punto ebbe un problema enorme, il prezzo del cacao iniziò a salire pesantemente e si ritrovò con costi sempre maggiori e l’impossibilità di alzare i prezzi del suo prodotto, altrimenti avrebbe rischiato di perdere troppi clienti.

Tuttavia la società ebbe un’intuizione brillante: invece di aumentare i prezzi dei prodotti per recuperare i maggiori costi, decise di vendere il cacao che aveva accumulato in magazzino in tempi precedenti per avere dei guadagni.

Qui nacque subito un problema: i profitti sarebbero stati tassati e avrebbero portato via gran parte di questi utili. Rockwood & Co si rivolse quindi alla Graham-Newman.

L’idea che escogitarono fu semplice di fatto. Partendo dal presupposto che le leggi fiscali permettevano di non pagare tasse se si stava effettuando una “liquidazione parziale” del proprio inventario.

Coinvolsero un altro investitore, Jay Pritzker.

Pritzker comprò le azioni di Rockwood & Co per poterne prendere il controllo, decise di cambiare la produzione delle società e tolse la sezione del burro di cacao.

La quantità di semi di cacao che non sarebbe stata più utilizzata e quindi liquidata sarebbe stata pari a 13 milioni di libbre di semi di cacao.

Questi semi di cacao nono vennero venduti per contanti (altrimenti sarebbe nato nuovamente il problema della tassazione) ma vennero scambiate con le azioni della Rockford & Co. Gli azionisti avrebbero consegnato le azioni e avrebbero ottenuto in cambio semi di cacao.

Il numero di semi di cacao diviso le azioni in circolazione corrispondeva ad un valore di 36 $ di cacao per azione. Ogni azione era quotata a 34 $ in quel momento, la possibilità di profitto era di 2 $ per azione, quasi senza rischio.

Graham comprese la potenzialità dell’affare e fu un importante acquirente delle azioni Rockwood & Co per scambiarle con Pritzker per semi di cacao e ottenerne un profitto.

Tuttavia, Graham intuì il rischio di questa operazione. Se il prezzo del cacao fosse sceso prima che lui potesse vendere i semi ci avrebbe rimesso.

Graham per “assicurare” il suo profitto decise di effettuare una mossa ulteriore. Iniziò a vendere contratti “futures” sul cacao a 36 $ per un determinato periodo di tempo.

Un futures è semplicemente un contratto che consente ai compratori e ai venditori di scambiare in una data futura un determinato bene come il cacao, ad un prezzo concordato oggi.

In questo modo Graham eliminava il rischio che il prezzo del cacao scendesse perdendo il profitto dei 2 $. Si sarebbero verificati due scenari. Il primo è che il prezzo del cacao fosse salito e per Graham non sarebbe cambiato niente e avrebbe incassato i due dollari di profitto e avrebbe rinunciato ad un maggiore guadagno. Se fosse sceso, stessa cosa, avrebbe incassato i 2 dollari di profitto e non avrebbe subìto perdite.

A questa operazione Graham assegnò alcuni suoi dipendenti, uno di questi era un ragazzo di 24 anni di nome Warren Buffett.

Buffett studiò attentamente l’operazione e decise di operare diversamente, comprò 222 azioni della Pritzker e basta.

Vi starete chiedendo come mai abbia fatto una simile scelta.

Buffett aveva riflettuto attentamente e fece diversi calcoli. Divise il valore di tutti i semi di cacao (oltre a quelli del burro di cacao) per il numero di azioni in circolazione, il risultato fu che ogni azione aveva un valore in termini di cacao molto maggiore della quotazione; e in più Buffett non prese nemmeno in considerazione i macchinari, le attrezzature, i capannoni e altri beni. Quindi se avesse tenuto le azioni semplicemente avrebbe ottenuto un rendimento maggiore dei due dollari.

Come andò a finire? Le azioni salirono a 85 $ dopo che Pritzker effettuò lo scambio, nel 1955 toccarono addirittura i 105 $.

  • Graham-Newman guadagnò 2 $ per ogni azione scambiata.
  • Buffett guadagnò circa 13.000 $ dalle sue 222 azioni Rockford.

Il vecchio Warren ci vide proprio bene ai tempi. Un paio di anni dopo la Graham-Newman chiuse per la decisione di Graham di andare in pensione, Buffett tornò a Omaha, fondò la Buffett Partnership e fece la storia del mondo degli investimenti.

Allora, conoscevate questa storia? Eravate conoscenza di questa operazione di Buffett da giovane? Fateci sapere nei commenti.

Buoni investimenti e alla prossima da Mattia Tasca 👋👋👋

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