Cos’è un future?

Future, forward, compravendite e molto altro.

Fonte: ilsole24ore

Abbiamo parlato spesso dei diversi tipi di trading, quello sulle materie prime in particolare. In più qualche tempo fa abbiamo parlato della speculazione sul succo di arancia surgelato nel film “Una poltrona per due”.

E spesso abbiamo utilizzato il temine “future”, ma cosa è questo future?

Cerchiamo di spiegarlo in modo chiaro con qualche esempio.

Andiamo a vedere la definizione su Borsa Italiana:

“Contratto a termine standardizzato con il quale le parti si impegnano a scambiare una certa attività (finanziaria o reale) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura.”

Il future in parole semplici, è un contratto standard che viene stipulato tra due controparti (venditore e compratore) per scambiarsi un determinato bene (forex, materie prime o altro) ad una scadenza precisa.

Questa tipologia di strumento rientra del mondo dei derivati, dal momento che la quotazione di un future viene influenzato dalla quotazione dell’attività sottostante.

Facciamo un esempio sulla utilità del future. Immaginate un agricoltore che sta iniziando la semina del grano. Ovviamente, dopo qualche mese avrà il raccolto e potrà venderlo sul mercato. Lo scopo dell’agricoltore è ovviamente di coprire tutti costi (che ipotizziamo 100) e avere un margine di guadagno.

L’agricoltore ha un’idea dei costi che dovrà sostenere ma non saprà quale prezzo di vendita ci sarà tra qualche mese.

Per questo entra in gioco il future.

Quando inizia la semina, l’agricoltore stipula un contratto future dove vende ad una controparte sul mercato, un certo quantitativo di grano al prezzo di 115.

Passano i mesi e possono verificarsi due scenari:

  1. Il prezzo del grano scende a 90. L’agricoltore chiuderà la sua posizione future con un guadagno di 25 e vende il suo raccolto di grano a 100 (essendo quello il prezzo in quel momento) perdendo 10 (ricordiamo che il costo di produzione è 100), avendo un guadagno finale di 15.
  2. Il prezzo sale a 130. L’agricoltore chiude la posizione sul future con una perdita di 15 e vende il suo raccolto a 130. Perde 15 sul future e guadagna 30 sul raccolto, guadagno finale 15.

Una vera e propria assicurazione. In questo modo un agricoltore avrà una stabilità dei prezzi e potrà svolgere un lavoro più produttivo e proficuo.

Se l’agricoltore non avesse aperto una posizione future di copertura sarebbe stato vittima della volatilità dei prezzi, rischiando di vendere il raccolto in perdita.

Ovviamente, se l’agricoltore vende questo contratto future sul mercato, ci dovrà essere dall’altra parte qualcuno che lo compra come uno speculatore che prevede un certo trend dei prezzi oppure può essere un compratore di grano fisico, che ha bisogno di questa materia prima per la sua produzione, per esempio un produttore di pasta.

In questo ultimo caso possiamo fare un ulteriore esempio.

Immaginiamo un produttore di pasta che si adopera a comprare tutti i beni necessari per la produzione. Ma deve comprare il grano solo dopo che si sarà il raccolto tra qualche mese.

Vende un future per un certo quantitativo di grano, per esempio al prezzo di 200. Qualche mese dopo si possono verificare due scenari:

  1. Il prezzo del grano scende a 150. Il produttore di pasta chiuderà la sua posizione future con una perdita di 50 e comprerà il grano a 150 (essendo quello il prezzo in quel momento).
  2. Il prezzo sale a 250. Il produttore chiude la posizione sul future con un guadagno di 50 e compra il grano a 150.

In questo modo saprà a priori il prezzo del grano che deve acquistare, senza essere soggetto (come l’agricoltore) alla volatilità dei prezzi.

Solitamente queste operazioni di compravendita presentano un rischio di controparte. Il venditore o il compratore potrebbe essere inadempiente ai propri obblighi. Questo tipo di rischio è molto ridotto nel contesto del future grazie al alla Cassa di Compensazione, che ha come compito di agire come controparte in tutte le operazioni, garantendo la solvibilità delle parti. La Cassa Composizione & Garanzia richiede, per ogni transazione, il versamento di determinati margini per garantire l’operazione e giornalmente richiede di integrare perdite o ammanchi alle varie controparti ed eventualmente chiudere le posizioni in caso di insolvenza.

Grazie al sistema dei margini, è possibile anche usare l’effetto leva, dato che abbiamo la possibilità di controllare un capitale maggiore rispetto a quello investito. La leva è ovviamente un’arma a doppio taglio, rischiamo di perdere molto, per questo è necessario una corretta gestione dell’operazione da parte nostra.

Spesso il future viene accostato ad un altro strumento derivato, il “forward”. Questi ultimo strumento è anch’esso un contratto dove due parti si mettono d’accordo per scambiarsi una certa attività a un prezzo fissato ad una certa scadenza.

Tuttavia, le differenze con i future sono essenzialmente due:

  1. I forward non sono negoziati sui mercati regolamentati ma sui mercati detti OTC.
  2. Le caratteristiche peculiari dei futures sono la standardizzazione dei contratti (cioè non sono modificabili). I forward sono invece molto flessibili e le specifiche contrattali sono modificabili (quantità, scadenza, modalità di pagamento, eccetera).

Questa è una breve introduzione al mondo del future. Ovviamente ci sono molte altre cose di cui parlare; se volete saperne di più e capire anche come il trading su questo strumento può crearvi una bellissima rendita per raggiungere l’indipendenza economica, vi invito ad iscrivervi al link di seguito per partecipare alla fantastica lezione gratuita del nostro Luigi di VOLUME PROFILE. Ecco qui il link.

L’operatività di Luigi è molto flessibile ed è in grado di adattarsi a qualsiasi stile di vita, sia che tu sia un eremita da salotto che un viaggiatore.

Beh, cosa ne dite? Pronti a partecipare alla lezione di stasera? Pronti ad aggiungere i futures al vostro portafoglio da creativo finanziario? Scrivete nei commenti cosa ne pensate nei commenti.

Buoni investimenti e alla prossima da Mattia Tasca 👋👋👋

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