Le azioni secondo J. Paul Getty

Getty descrivendo la crisi del 1962, spiega come sia stata una grandissima opportunità per comprare.

Molti di voi conosceranno la storia del sequestro di John Paul Getty III. Il ragazzo, nipote del miliardario Jean Paul Getty, venne sequestrato a Roma all’età di 16 anni per chiederne un riscatto alla famiglia.

La storia sembra una delle tante che abbiamo già sentito, ma questa vicenda ebbe particolare risonanza per una serie di motivi. Il primo perché riguardò una delle famiglie più ricche al mondo in quel momento, secondo perché il nonno del ragazzo Jean Paul Getty inizialmente si rifiutò di pagare il riscatto dicendo: “ho 14 altri nipoti, e se tiro fuori anche un solo penny avrò 14 nipoti sequestrati”.

Esiste un bellissimo libro e un film su questa vicenda “Tutti i soldi del mondo”.

Jean Paul Getty (1892-1976), miliardario americano, viene ricordato oggi, oltre per la vicenda del sequestro, anche per una serie di altri fatti. Si arricchì immensamente grazie al business del petrolio, venne etichettato per la sua enorme tirchieria: si racconta che installò nella sua residenza un telefono a gettoni per non offrire telefonate gratis ai suoi ospiti oppure, secondo la segretaria di Getty, faceva il bucato a mano per evitare di pagare la lavanderia, nonostante il suo patrimonio si contasse in miliardi di $ degli anni ’70.

Getty era figlio di George Getty, un puritano e avvocato del Minnesota. Ad inizio ‘900, George Getty divenne un petroliere di grande rilievo e introdusse il figlio nel mondo del business.

Nonostante il carattere molto arido e distaccato, Getty aveva un fiuto per gli affari impressionante, non solo per il business del petrolio.

Si narra che Jean Paul Getty guadagnò il suo primo milione di $ nel 1916, ad appena 24 anni. Da quel momento non si fermò più.

Negli anni accumulò una fortuna immensa, il suo patrimonio al momento della sua morte era stimato in 6 miliardi di $ (circa 25 miliardi del giorno d’oggi).

Jeal Paul Getty scrisse alcuni libri nella seconda parte della sua vita, uno in particolare “How to be rich” (Come essere ricco) venne pubblicato nel 1965. Un libro abbastanza singolare, dove l’autore non vuole spiegare come si diventa ricchi ma quali comportamenti dovrebbe tenere una persona già ricca per preservare la sua fortuna e verso la società.

Qualche tempo fa mi capitò tra le mani questo testo e decisi di leggerlo. Diviso in 5 sezioni, rimasi molto interessato dalla quarta sezione. Qui vengono illustrati tre metodi, oltre al business del petrolio, che aveva utilizzato per costruire la sua fortuna.

  • Mercato azionario.
  • Mercato immobiliare.
  • Mercato dell’arte.

Il capitolo sulle azioni è stato veramente interessante da leggere.

Getty descrivendo la crisi del 1962, spiega come sia stata una grandissima opportunità per comprare.

Spesso in questi momenti di calo delle quotazioni, gli investitori tendono a vendere e scappare. Getty racconta che fece proprio il contrario mentre tutti vendevano lui comprava.

(Questo pezzo ricorda molto la frase di Warren Buffett: “Basta avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura”)

Getty spiega come i mercati possano fluttuare in modo forte per la paura o l’euforia degli operatori, non rappresentando, in un certo momento, il reale andamento dell’economia nazionale e delle aziende.

Questa situazione può portare, secondo l’autore ad una eccessiva sottovalutazione o sopravalutazione dei tioli azionari.

Getty riporta un esempio per la sua tesi. Nel 1932 (il mercato era crollato per la Grande Depressione) comprò le azioni di una società di nome Tide Water Associated Oil Company a 2,12 $ ciascuna, 5 anni dopo le azioni erano vendute a 20,83 $.

Getty spiega come il calo generale del mercato delle azioni abbia interessato anche questa società. Ma che secondo lui questo effetto non abbia fatto altro che scollegare le quotazioni al vero andamento della società.

Una frase che potete trovare nel capitolo è: “Le azioni sane, acquistate per l’investimento quando i loro prezzi sono bassi e tenute per il lungo periodo, hanno molte probabilità di produrre alti profitti attraverso i dividendi e gli aumenti di valore”.

Sempre nel capitolo sulle azioni, Getty parla di come l’investitore debba sapere il più possibile sulla società prima di comprarne le azioni, elencando 10 quesiti da porsi:

  1. Qual è la storia dell’azienda: È un’azienda solida e rispettabile? Ha un management capace ed efficiente?
  2. L’azienda produce o tratta beni o servizi per i quali ci sarà una domanda continua nel futuro prevedibile?
  3. L’azienda è in un settore che non è pericolosamente sovraffollato, ed è in una buona posizione competitiva?
  4. Le politiche e le operazioni dell’azienda sono lungimiranti e aggressive senza richiedere un’ingiustificata e pericolosa espansione eccessiva?
  5. Il bilancio aziendale si reggerà sotto l’attento esame di un revisore critico e imparziale?
  6. La società ha un record di guadagni soddisfacente?
  7. Sono stati pagati regolarmente dividendi ragionevoli agli azionisti? Se i pagamenti dei dividendi non sono stati effettuati, c’erano ragioni valide e sufficienti?
  8. La società è ben entro i limiti di sicurezza per quanto riguarda i prestiti a lungo e a breve termine?
  9. Il prezzo delle azioni negli ultimi anni ha avuto fluttuazioni violentemente ampie o fluttuazioni apparentemente inspiegabili?
  10. Il valore per azione delle attività nette realizzabili della società supera il valore di borsa di un’azione ordinaria nel momento in cui l’investitore pensa di acquistare?

Bastano questi 10 quesiti per comprare con sicurezza? Assolutamente no.

Avere una risposta affermativa, per esempio, all’ultima domanda è molto difficile. Se volete sapere perché leggete questo articolo.

Tuttavia, queste linee guida vi porteranno ad evitare parecchi errori nelle valutazioni ed analisi, e dovrete fare comunque una buona due diligence prima di effettuare un investimento in azioni.

Vi ricordo la sorpresa che stiamo preparando per voi.

Stiamo organizzando, per la settimana prossima, una serata con Marco Doni e (rullo di tamburi) un Hedge Fund Manager di Wall Street con oltre 20 anni di esperienza nella gestione di portafogli azionari milionari, classificato da Bloomberg tra i top 10 gestori hedge fund al mondo.

Sarà una diretta interattiva in cui risponderanno a tutte le vostre domande.

Se volete partecipare iscrivetevi al link qui sotto.

https://www.globanceducational.com/diretta-azioni-in-azione/

Buoni investimenti e alla prossima da Mattia Tasca 👋👋👋

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1 commento su “Le azioni secondo J. Paul Getty”

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